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RACCONTI INCESTUOSI (ZIO ANTONIO)

ho sempre avuto un debole per il fratello di mio padre, zio Antonio.
ricordo che da ragazzino, ai tempi delle prime seghe, zio Antonio era sempre presente nelle mie fantasie, insieme al professor Giusti, di educazione fisica; nei miei sogni io ero il loro oggetto sessuale.
si può dire che è anche grazie a loro se ho sviluppato una fantasia erotica tanto fervida.
va da sé che mai e poi mai ho cercato davvero un contatto fisico spinto con mio zio, perchè la mia infinita libidine rimaneva schiacciata dalla paura non tanto di essere rifiutato, quanto di essere sputtanato e svergognato con tutta la famiglia.
gli anni sono passati, le seghe sono diventate vere e proprie esperienze sessuali e lo zio è rimasto un gran bell'uomo... ma ha smesso di popolare le mie proiezioni erotiche, lasciando il posto ai mille uomini incontrati che davvero mi hanno sfondato il culo e riempito la gola.
tantopiù che è cambiato anche il mio modo di masturbarmi
là dove un tempo avevo bisogni di evocare con la mente l'immagine di cazzi duri, di palle pelose, di toraci possenti, oggi dispongo come tutti di un computer... e quando ho voglia di vedere qualcosa devo solo scegliere fra un video porno o una video chat erotica.
è stata proprio una chat erotica a dare il via a questa storia.
avevo da poco scoperto un portale molto interessante, traboccante di maschi dominanti e fantasiosi... e avevo scoperto anche quanto potesse essere eccitante indossare un paio di calze a rete e infilarmi una grossa carota in culo per farmi ammirare e per ammirare i loro schizzi.
in realtà non ho mai avuto una vera natura femminile, ma ho sempre saputo di evere la natura di una troia, e per me è sempre stato eccitante sapere di realizzare le fantasie altrui, essere usato, essere anche "cambiato" per aderire totalmente ai desideri dei miei partner.
in altre parole non ho mai sentito l'esigenza di indossare un collant o un paio di tacchi... ma l'idea che un uomo mi desideri in quel modo, che un filo di rossetto o una scarpa in vernice provochi erezioni e secrezioni... mi fa perdere la testa e non desidero altro che incarnare l'immaginario spinto di tutti i miei scopatori, sia virtualmente che dal vivo. ( e non nascondo il godimento di essere trattato e pagato, a volte, proprio come una puttana).

VEDI VIDEO RACCONTI DI SESSO (ONORO MAMMA E RISPETTO PAPA')

Diventa veramente difficile vivere un rapporto familiare quando esistono attriti tra marito e moglie, ed è ancora più critico quando assisto, unico figlio, agli ormai diventati costanti litigi tra mio padre e mia madre. Ovviamente non posso certo schierarmi con nessuno dei due. È sovrano il rispetto di figlio nei confronti dei propri genitori, ma devo ammettere che, dai rispettivi punti di vista, le loro ragioni sono equamente distribuite.
I miei, sposati da ormai vent’anni, vivono il loro rapporto cadenzato ormai dai ritmi che il tempo inesorabilmente ha scandito. Mio padre sempre più preso dalle sue attività e mia madre che, dopo aver abbandonato la sua attività per seguire la mia crescita, è dedita solamente alle faccende domestiche con, in più oggi, l’esigenza di trovarsi qualcosa da fare per riempire le sue scialbe giornate lasciatele libere dai miei raggiunti studi universitari.
Vi è di più, lo stronzo (epiteto affettuoso per mio padre!) stancatosi, probabilmente, della solita zuppa si è fatto l’amante. Per carità nulla da eccepire, anche perché la femmina che si scopa devo riconoscere è una gran bella fica, ma ciò che non riesco a capire è perché non cerca di mascherare questo suo segreto senza dare adido, a mia madre, di percepirne la situazione e, contestualmente, di acuire lo stato di tensione che ormai regna sovrano nel loro menage. Basterebbero, infatti, piccole attenzioni, le classiche prese per il culo, che possano in qualche modo limitare le reazioni di mia madre. Ed invece la sua superficialità rende palese questa situazione senza preoccuparsi delle ricadute che queste hanno su sua moglie nonché mia madre.
Eppure mamma è ancora una bella donna che solo le routinarietà quotidiane hanno reso un attimino sciatta, i suoi soliti impegni (mamma ci mette impegno nelle sue faccende di casa!) hanno ridotto il tempo per dedicarsi alla sua persona. A quarantasei anni non è assolutamente una donna da buttare anzi, se curata, avrebbe ancora la possibilità di dire la sua in mezzo alle sue coetanee. Le poche volte che fa vita di società, infatti, devo riconoscere che, sapientemente, riesce a valorizzare il suo corpo, immaginatevi una bella e procace 44 alta e slanciata, con un abbigliamento nell’insieme accattivante e graffiante e degli atteggiamenti che sanno materializzare una sensualità mai persa. Praticamente un bel tocco di fica! Ma in casa, invece, è una donna anonima e pudica oserei dire rincoglionita dietro le stupide soap opera diventate ormai l’unica compagnia di giornate sempre più insignificanti.

VEDI VIDEO RACCONTI DI SESSO (DA ZIA DEL CUORE A ZIA DEL CAZZO)


Alla prima volta con zia, son seguite la seconda, la terza e tante altre.
La confidenza con i nostri corpi vogliosi aumentava di volta in volta. La mia eccitazione davanti a tutta quell’abbondanza di carne e pelo, cresceva ogni volta di più e lei, dal canto suo, apprezzava sempre di più la passionalità e la forza di un giovane che la sbatteva sul letto e la lasciava solo quando lei era esausta. Ogni volta era più bella della precedente ed i nostri corpi erano ormai sincronizzati. I nostri orgasmi esplodevano prepotenti e contemporanei. Agli spasmi del suo ventre, io rispondevo con affondi sempre più potenti e con fiotti di sperma sempre più copiosi. Adorava sentire i miei schizzi che le riempivano l’utero. Ormai eravamo ingordi di piacere e cercavamo sempre di più. Una mattina, svegliatomi come al solito con l’uccello in tiro, iniziai a masturbarmi pensando alla splendida manza di mia zia e nei miei pensieri facevo uso di qualche “giochino”. Non ci pensai due volte: Dopo la sborrata mattutina, mi fiondai in un sexy shop e dopo aver guardato tutte le vetrine da cima a fondo, comprai due “toys” che avrebbero aggiunto ulteriore peperoncino ai nostri incontri clandestini.
Uscito dal negozio, la chiamai per accertarmi dell’assenza dello zio e le chiesi se potevo passare da lei. Dal suo si al mio arrivo a casa, passò pochissimo tempo. Mi accolse con un bacio profondo, senza darmi neanche il tempo di accennare un saluto. Era vestita con una vestaglietta leggerissima a fiori, trasparente. I capelli ancora scompigliati dalla notte, senza un filo di trucco e profumata di letto. Era meravigliosamente arrapante nella sua semplicità. Mi preparò un caffè coccolandomi e strusciandosi come una gatta in calore. Con gesti sapientemente studiati, da maiala chilometrata, mi fece notare che non portava le mutande.
Il suo pelo nero spiccava tra quelle coscione morbide. Avevo l’uccello ormai fuori controllo e pensavo già alla sorpresa che le avrei fatto. Presi il caffè con la fretta di un impiegato che deve rientrare in ufficio, lei mi prese per mano e mi portò in camera da letto. Mi spogliò senza farmi parlare e la sua lingua esplorava ogni millimetro di pelle che man mano veniva scoperta. Mi levò i boxer e cominciò il solito pompino che quasi succhiava l’anima. Mi leccava tutta dal buco del culo alla punta della cappella. Il suo dito impertinente esplorava il mio sfintere, stimolando la prostata. La lasciai fare fino a quando lei non decise di farsi leccare (Lei amava dominare e doveva sempre decidere cosa fare). A quel punto, tiro fuori il “pacchetto sorpresa” . Con un misto di stupore e curiosità, mi guarda